rdm4k ha scritto: Nel poker è più importante perdere meno chips possibili piuttosto che vincerne con mani rischiose. Finchè hai uno stack al tavolo puoi sempre vincere e ce ne sono di esempi.

Non è che sono molto daccordo.
Nel poker, come nella vita reale, per essere vincenti devi prenderti dei rischi, cosa che non vuol dire perdere tutto, ma essere pronti ad affrontare delle difficoltà se le cose non dovessoro andare per il verso giusto.
In quanti tornei siamo usciti con AA o KK ? Beh io tanti. e non mi puoi dire che ho rischiato troppo pushando AA, pertatno oni mano è "a rischio". La cosa più importante, pure qui, nel poker come nella vita reale, è che se si fa qualcosa la si fa per ottenere un risultato, mai tanto per farla, o perché lo fanno gli altri o chissà quale altro motivo.
Se io faccio uno "steal raise", voglio che il mio oppo foldi punto. Non che chiami con una mano inferiore o faccia qualsiasi altra mossa, deve fare fold, punto e basta. Quindi devo massimizzare la mia fold-equity, ovvero devo puntare il massimo, come se la mia mano fosse AA il rischio di perdere il torneo me lo sono assunto quando ho versato il buyin....
Tu dici che è un gioco psicologico....
Se invece punti mezzo stack, stai dicendo esplicitamente al tuo avversario:
"Senti, facciamo che io punto e tu foldi, ho una buona mano, ma perché mi dovrei giocare tutto proprio ora ?, eh ? dai ci stanno ancora 5 carte da vedere, ragioniamo..."
Se invece punti tutto il discorso cambia:
"Senti io il coraggio di mettere tutto su queste due carte ce l'ho, tu te la senti di giocarti il torneo sulle tue ?"
Considerato che le mani "buone" per giocarcisi il torneo sopra sono meno del 10%, sicuramente ci penserà su.
se fai mezza azione otterrai mezzo risultato, anzi spesso non lo otterrai per niente.
Bya