Glossario

Teoria e consigli sul poker texas limit

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Messaggioda lordkhain » 29 maggio 2008, 22:21

Se è vero che nessuno gioca a golf senza sapere cos'è un "ferro 7", un "eagle" o un "green", è altrettanto vero che, per giocare bene a poker, è piuttosto utile sapere i termini corretti... inoltre, se non li posto, poi non mi capite ;)
Ed ecco il mio personale "Limit-glossario"!

All-in: trovarsi in all-in significa avere investito tutto lo stack in una mano e non partecipare ai futuri round di betting. Se rimangono altri giocatori impegnati con ancora chips si formano uno o più side pots.

Any suited: qualsiasi mano iniziale con due carte delle stesso seme. Un giocatore che chiama con any suited in ogni situazione è molto loose.

Azione: essere coinvolti in un pot con bet e/o raise significa trovasi in azione!

Backdoor: completare un draw con l'aiuto sia del turn che del river. I back door aumentano il valore della mano. Es.: completare un flush draw grazie e a turn e river di quadri (x la cronaca, 1:22). Vedi anche "runner runner".

Bad-beat: perdere una mano ben giocata e che aveva un altissimo edge di vittoria contro una mano debole e mal giocata che vince nell’unico modo che le era possibile (es.: top tris contro back door flush o gut-shot straight). La cosa più importante è non finire in tilt se ne subite uno!

Bankroll (BR): tutti i soldi che avete nel conto. Se state giocando "fuori" bankroll significa che siete entrati al tavolo con troppo rispetto a quanto avete... tipico errore da principiante. Il vostro BR va trattato come un investimento e va cosctruito gradualemente: salite di stakes solo se il vostro BR è all'altezza.

Bet: puntata. Nel limit si distingue tra small bet (pre-flop e flop) e big bet (turn e river).

Big Blind (Bb): la più grande delle due bets obbligatorie preflop. Sebbene aiutato da odds maggiori e posizione preflop (il che è bene), chi gioca nel big blind agirà sempre fra i primi in ogni sucessivo round di puntata (il che, generalmente, è male).

Board: carte in gioco.

Blank: una carta pressochè innocua che esce al turn o al river. Un 3 al turn su flop AKT è generalmente un blank a meno che non metta 3 suited in gioco.

Blind: bet automatiche che vengono postate preflop.

Bottom pair: la coppia più bassa dato il board (es.: A4 su flop T74).

Bottone: giocatore che gode della posizione per tutti i round di betting.

Call: chiamare una puntata.

Call-station: giocatore, tipicamente loose e passive, che chiama con qualsiasi mano, da ogni posizione e qualsiasi sia l’azione. Imparare a guadagnare dalle call station è facile e remunerativo… se ne vedete uno al tavolo annotatelo subito: a volte è seccante subire bad-beats da giocatori così tecnicamente scarsi ma la maggior parte delle volte sono bets regalate.

Cap: il limite massimo di rilanci per round.

Check: non puntare quando si ha l'occasione di farlo e non ci sono rilanci prima.

Check-raise: un gioco molto utile nel limit che permette di difendere mani, ingrandire piatti e mostrare forza. Spesso si checka da early con l'intenzione di rilanciare un bet quando è di nuovo il nostro turno.

Coin flip: é una situazione, ricorrente più nei tornei che nel ring game, dove vi state giocando l'intero stack in all-in preflop con una percenutale di vittoria vicina al 50%. Se vincete raddopiate e tornate in carreggiata; se perdete siete fuori. Es.: AK vs 99 sono circa 45% vs 55%. Vi ritrovertete a prendere dei coin flip quando la proporzione (detta "M") tra il livello dei bui e il vostro stack lo richiederà.

Connectors: due carte vicine di valore in grado quindi di chiudere una scala. Se le due carte sono adiacenti non hanno gap (es.: 76), se no ne hanno fino a 3 (es.: 75 ha un gap e 73 ne ha tre).

Cutoff: il posto prima del bottone.

Dead money: sono bets messi da giocatori con mani deboli. Es.: se puntate in heads up la vostra top pair (1$/2$ limp first in con A8s, check del BB con 92 fiori, flop AT5 con due fiori, piatto 2,5$) e l’avversario chiama i vostri bet in flush draw farà un call quasi decente al flop (vede 1:3,5) ma un call EV- al turn (cioè 1:3,25 contro 1:4 del colore, specialmente se non lo pagate al river). L’errore commesso garantisce “dead money”. Stesso dicasi per i call preflop con mani marginali e fuori posizine (nel lungo periodo perdono più di quanto guadagnano).

Drawing hand: progetto di punto non ancora ottenuto (es.: 98 su flop 672). Non è probabilmente la mano migliore al momento ma ha possibilità di concretizzare un punto in futuro. Due over cards si possono considerare una drawing hand tanto più debole quanti più giocatori sono impegnati (rischio di reverse domination e drawing dead).

Early position: i primi 3 posti di fianco ai bui.

Expected value (EV): una giocata ha EV+ se, nel lungo periodo, vi garantisce un guadagno (es.: rilanciare con 4/5 colore ha sicuramente EV+ contro 5 giocatori loose…) ma ha EV- se non lo fa (… al contrario ha EV- contro un singolo avversario che chiama fino allo showdown).

Fast: giocare una mano "fast" significa giocarla in modo aggressivo puntando e rilanciando in modo da far pagare i draw che potrebbero battervi e far aumentare il piatto.

Flop: le prime 3 carte in comune.

Fold: Un giocatore “folda” quando non chiama il bet e scarta la mano.

Fold equity: è un valore aggiunto alla vostra giocata in quanto potreste vincere il piatto senza essere chiamati. In tavoli così loose la fold equity è veramente bassa: non rubate i bui con cartasse e non fate semibluff (che si basano sulla fold equity!) se non in casi eccezionali.

Free card: ottenere una carta gratis perchè nessuno punta. Il "free card play" consiste nel mostrare forza al flop con un reraise da posizione (generalmente in draw) in modo da non pagare un big bet al turn e vedere gratis il river.

Free roll: avete un free roll sull'avversario se vi trovare nella condizione di poter vincere una mano piuttosto che dividere il pot. Es.: entrambi i giocatori hanno AT su flop T53 ma uno dei due può completare un flush draw.

Giocatore aggressive: giocatore che ama puntare.

Giocatore loose: giocatore che chiama/rilancia con molte mani iniziali.

Giocatore passive: giocatore che non ama puntare.

Giocatore tight: giocatore che chiama/rilancia con poche mani iniziali.

Giocatore Maniac: giocatore, tipicamente loose e aggressive, che propone bet/raise con qualsiasi mano, da ogni posizione e qualsiasi sia l’azione. Imparare a guadagnare dai maniac non è facile ma è molto remunerativo.

Gutshot straigt: scala ad incastro con solamente 4 out. Es.: 79 su AT6.

Heads up: piatto combattuto tra solo due giocatori.

High: carte tutte T+. Es.: JTs è “high suited connectors”.

Kicker: è la vostra “side card”. Se avete AT su flop A62 avete “Top pair con T kicker”; se avete AT su TT5 avete un trip con asso kicker.

Late position: il posto prima del bottone (cutoff) e il bottone.

Lead: prendete il lead quando siete voi a proporre il vostro gioco. A differenza del no limit, dove le Continuation Bet possono essere imponenti, nel limit non potete mostrare molta forza e il vostro bet offrirà spesso buone odds agli altri giocatori. E' comunque meglio essere quello che fa il gioco piuttosto che essere quello che lo subisce!

Limp: Un giocatore “limpa” quando entra nel piatto pre-flop chiamando il buio (senza rilanci prima di lui).

Made hand: punto ottenuto dal deal (es.: KK) o con il board (es.: AK su A75). Quando puntate una made hand volete che sia la best hand ora e che lo resti fino al river. La distinzione è utile in contrapposizione alle drawing hand ma può essere fuorviante (AK heads up non è proprio una drawing hand...).

Medium: carte tra 6 e 9. Es.: 77 è una “medium pair”.

Middle position: i posti dal 4’ al 6’ dopo i bui.

Muck: un giocatore fa muck quando non mostra le carte al termine delle puntate (che abbia vinto o no). In linea di massima non mostrate mai le carte se potete evitarlo.

Nuts: la mano migliore date le carte del board (Es.: su board 346TA -senza tre suited- avrete il nuts se avete in mano 57).

Offsuit: due carte in mano di seme diverso.

One gap: una mano iniziale con due carte distanti di un punto l'una dall'altra. Es.: 97.

Outs: carte che migliorano la vostra mano se escono al turn o al river. Sono sempre outs “pieni” quelli che vi danno il nuts (es.: 78 su 256 rainbow; avete 8 outs, i 4 e i 9) mentre sono “parziali” quelli che vi danno un punto battibile (es.: 78 su 256 con due fiori; avete 8 outs, i 4 e i 9, ma se escono di fiori qualcuno potrebbe completare o guadagnare un fush-draw). Saper contare bene i propri outs è molto importante e anche abbastanza facile; saper dare il giusto valore ai parziali dipende dalle vostre capacità di lettura del board e degli avversari.

Overcall: chiamare un bet dopo che un altro giocatore ha già chiamato. Andate per overcalls quando, al river, chiamate un bet dalla vostra destra con un punto forte ma battibile (es colore al K con 4 suited on board o una scala fatta con una sola carta in mano) sperando di essere chiamati da altri giocatori a sinistra.

Overcards: carte in mano più alte del board. Se avete KQ su flop 752 avete 2 overcard; con 6 outs siete 1:7 di migliorare in top pair (ma non è detto che ciò vi dia la vittoria, ergo outs parziali).

Overpair: coppia in mano più alta del board. Se avete JJ su flop 752 avete una overpair.

Pocket pair (PP): coppie in mano come 77 o JJ.

Post: pagare una forced bet (es.: buio).

Pot: piatto.

Pot odds: la proporzione tra il richiesto per chiamare un bet e l’ammontare del piatto. Es.: se il piatto è 10$ e un giocatore punta 2$ voi siete 2:10 (cioè 1:5). Confrontate le pot odds offerte con il valore della vostra mano (outs) per decidere se chiamare/rilanciare la scommessa o foldare è una cosa che farete di continuo.

Quads: quattro carte uguali, detto anche "four of a kind".

Ragged: board con tutte carte 9 o meno.

Rainbow: board con carte di semi diversi che non permette progetti di colore.

Rake: percentuale del piatto che va alla poker room.

Represent: giocare una mano come se contenesse una certa carta. Es.: se al river esce un A e tutti checkano potreste provare a rappresentare quell'asso con un bet.

Ring game: tavolo a soldi.

River: ultimo round di puntate, detto anche fifth street.

Rock: giocatore molto solido che gioca molto tight (probabilmente troppo...). Quando punta o rilancia lo fa con una mano degna del nostro rispetto!

Runner runner: completare un punto grazie all'aiuto sia del turn che del river.

Scare card: carta che completa diversi draw. Es.: avete QQ su QT9 con due quadri ed esce il terribile J di quadri.

Second pair: una coppia con la seconda carta del flop. Es.: AT su JT5.

Semibluff: puntare o rilanciare con una mano che potrebbe non essere la migliore al momento ma ha buone possibilità di diventarlo. E' un gioco poco utile contro giocatori loose in quanto non guadagnerete in fold equity.

Set: tris ottenuto con una coppia in mano. Es.: 77 su 752. Sono più forti dei trips e meglio nascosti.

Short stack: stack di dimensioni esigue rispetto al livello dei bui. Se finite in short stack vi consiglio di ricaricare.

Showdown: fase conclusiva in cui vengono mostrate le mani e si ditermina il vincitore. In questi stakes arriverete molto spesso allo showdown!

Side pot: porzione del piatto creata quando un giocatore va in all-in ed è coperto da altri giocatori. Se il giocatore in all-in vince si aggiudica solo questa porzione.

Slow play: giocare una mano molto forte checkando o chiamando i bet invece di rilanciare. Es.: se avete KK su K83 rainbow potete permettevi di fare slow play perchè la texture del flop non è pericolosa. Non fate slow play sui piatti grossi!!

Small: carte tutte 5-. Es.; 54s è “small suited connectors”.

Small blind (Sb): la più piccola delle due bets obbligatorie pre flop. Ottime pot odds, visto che si ha già 1/2 o 2/3 di bet davanti, ma pessima posizione per i futuri rounds di puntate.

Smoth call: chiamare con un punto molto forte invece di rilanciare; fare slow play.

Split pot: piatto diviso tra due o più giocatori.

Stack: le chips che avete davanti quando siete seduti al tavolo.

Suited: mano che contiene due carte dello steso seme, indicato da una “s”. Es.: AKs significa “asso e re dello stesso seme”.

Tell: un segno esterno che vi dice qualcosa della mano di un giocatore.Es.: se un giocatore rlancia subito POTREBBE essere segno di forza. I tells sono molto più utili nel gioco dal vivo ;)

Texture: trama del board. Saper leggere bene il flop è molto importante per evitare i redraws, situazioni di reverse domination, contare gli outs (totali e parziali)… Ad esempio, su di un flop ragged potreste provare un bluff contro giocatori tight capaci di foldare due overcard ma non contro un giocatore loose che probabilmente ha già doppia coppia di 7 e 5 e comunque non folderà il suo Asso alta neanche sotto minaccia armata.

Thin: se siete drawing thin significa che avete ben pochi out per salvarvi...

Tilt: situazione in cui un giocatore consuma rapidamente lo stack con mani tutt’altro che premium. Vi capiterà di vedere short stack che “partono per la tangente” e si trasformano in maniac puri solo perché il loro AA ha perso contro 22 al river (bad-beat). Voi NON dovete finire il tilt PER NESSUN MOTIVO. Piuttosto spegnete il pc e fatevi un bel giro!!! Un tilt al mese e vedrete il vostro guadagno orario ridursi anche del 20%. Dieci bad beats al mese possono starci senza gravi ripercussioni. Non scherzo: easy tilt = pausa di 10 min dopo bad-beat.

Top and bottom
: doppia coppia ottenuta con la carta più alta e la più bassa del board.Es.: A9 su AJ9.

Top pair: coppia ottenuta con la carta più alta del board. Es.: AT su A74.

Top set: set ottenuto con la carta più alta del board. Es.: TT su T62.

Top two: doppia coppia ottenuta con le due carte più alte del board. Es.: AT su AT4.

Trips: tris ottenuto con una coppia on board. Es.: AT su TT2. Otterrete generalmente meno azione con i trips che con i set perchè una coppia on board fa paura anche ai giocatori da low stakes (a volte...)!

Turn: terzo round di puntata in cui esce la quarta carta del board.

Underdog: giocatore matematicamente sfavorito di vincere un piatto.

Under the gun: è il primo giocatore a parlare preflop. Capirete dalla colorita espressione inglese che non è esattamente la posizione ideale...

Value bet: quando puntate per valore vorreste essere chiamati da mani più deboli della vostra; con il giusto numero di callers potete puntare per valore anche i draw.
Lavoro o passione? Probabilmente un lavoro appassionante :coolguy:
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Re: Glossario

Messaggioda Elanor » 29 maggio 2008, 23:16

Ciao Lord, ottimo lavoro. Mi serviva propriio un glossario, lo studierò attentamente.
Manca però una delle poche parole che conoscevo :rofl:
UNDER THE GUN :il primo giocatore dopo i bui.
Aspetto con ansia nuove dritte :gr8:
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Re: Glossario

Messaggioda lordkhain » 30 maggio 2008, 19:11

mfarsoni ha scritto:Ciao Lord, ottimo lavoro. Mi serviva propriio un glossario, lo studierò attentamente.
Manca però una delle poche parole che conoscevo :rofl:
UNDER THE GUN :il primo giocatore dopo i bui.
Aspetto con ansia nuove dritte :gr8:


Già già, prorpio vero... l'ho aggiunta subito ;)
Sono contento che ti sia servito il fanta glossario.
Se avete segnalazioni simili non esitate a dirmelo: assieme possiamo fare un ottimo lavoro! :gr8:
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Re: Glossario

Messaggioda PincoPalla » 30 maggio 2008, 20:11

Complimenti Lord... davvero un bel lavoro... :gr8:

Ti suggerisco qualche termine però dai tu la definizione perché io non la conosco perfettamente:
bankroll, coin flip e stack ;)

Continua così :yes:
Chi la fa..... l'aspetti!!!!
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Re: Glossario

Messaggioda percefal » 6 gennaio 2009, 16:03

Edge = ??
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Re: Glossario

Messaggioda lordkhain » 6 gennaio 2009, 16:28

Edge=margine
Hai un margine quando giochi meglio dei tuoi oppo :mrgreen:
Ad esempio, quando scegli un tavolo, cerchi di sceglierne uno con un'alta percentuale di giocatori al flop perchè un giocatore tight tende ad avere un margine su di un giocatore loose dato dalla migliore abilità nello scegliere le carte da giocare.
Lavoro o passione? Probabilmente un lavoro appassionante :coolguy:
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