
Difficile non credere al destino. Soprattutto quando si mette a giocare con i nomi, con le date, con i numeri, con le incredibili circostanze e coincidenze. Il nome è quello di Ernesto Chevanton, idolo della tifoseria salentina, tornato in quella che lui definisce “casa” dopo una lunga e complicata esperienza europea. Le date sono il suo esordio in giallorosso datato 26 agosto 2001 e il 2 febbraio 2011, ovvero ieri. I numeri parlano di 100 presenze con la maglia del Lecce toccate proprio ieri sera. Le incredibili circostanze e coincidenze raccontano di un gol segnato al primo minuto di gioco di quello storico esordio contro il Parma e del gol all’ultimo minuto di gioco segnato ieri sera proprio contro il Parma. Come un cerchio che si chiude, per meglio contenere tutte le immense emozioni regalate a noi tifosi. E pensare che appena qualche giorno fa questo cerchio sembrava non potersi chiudere più, per le note incomprensioni con mister De Canio. Ma evidentemente il destino doveva compiersi. Le parti dovevano venirsi in contro. Cheva doveva essere seduto in quella panchina ieri sera a Parma. Era scritto che dovesse entrare per gli ultimi minuti di gioco, aspettando il momento del cambio con quel sorriso da bambino davanti al più grande dei dolci. Era scritto che dovesse toccare quel pallone all’ultimo secondo e spedirlo in rete. Per chiudere il cerchio. E noi lì….quasi senza sapere come esultare…ma con qualche lacrima agli occhi.
Tra poco asta fantacalcio di riparazione...e dopo questo come faccio a lasciarlo








