Sklansky e le mani di partenza

La prima regola è non perdere mai.
La seconda regola è non dimenticare mai la prima.

Sklansky e le mani di partenza

Messaggioda percefal » 3 aprile 2009, 9:59

Una delle regole che mi sono dato (e su cui ancora sono molto indisciplinato) è di seguire la tabella di Sklansky per decidere quali mani giocare.

Immagine

Lo spunto l'ho preso da un articolo di Dario De Toffoli scritto per Gioco Digitale:

Dario De Toffoli ha scritto:Questa tabella, compilata dall’americano David Sklansky, uno dei maggiori teorici mondiali del Poker, classifica le migliori 72 mani di partenza a Texas Hold’em.

[...]

Posizione iniziale
Entra in gioco solamente con le mani dei gruppi 1-4 e passa con tutte le altre; se il gioco è molto aperto gioca anche con il gruppo 5, mentre se è molto chiuso passa anche col gruppo 4.
Quando ti trovi in Piccolo Buio e hai carte scadenti, non esitare a passare: il fatto che tu abbia già messo delle chips nel piatto non è una buona ragione per buttarne via altre!

Posizione centrale
Puoi allargarti fino al gruppo 5, 6 con gioco aperto.

Posizione finale
A seconda delle circostanze - puoi spingerti sino al gruppo 7 e a volte addirittura all’8.

Rilanci
E se ci sono già stati dei rilanci alla tua destra? Beh, stringi un pò le tue maglie, la possibilità di rilanci avversari è proprio una delle ragioni per cui bisogna giocare pochissime mani in posizione iniziale.
E tu, quando devi rilanciare? Quando sei in posizione iniziale rilancerai in genere molto poco, perchè per tutta la durata della mano dovrai sempre parlare prima di molti avversari, diciamo con i soli gruppi 1 e 2; mano a mano che la tua posizione diventa più avanzata, potrai invece permetterti giocate più brillanti, consapevole che dopo di te ci sono sempre meno avversari; inoltre un rilancio in penultima o terzultima posizione ha anche il preciso scopo di conquistare l’ultima posizione per quella mano, inducendo gli avversari seguenti a passare.



Chi mi ha visto giocare fin'ora si sarà accorto che spesso predico bene e razzolo male, visto che spesso gioco -tanto per fare un esempio- ATo oppure 44 da fuori posizione.

Il poker è pazienza e disciplina: è giunta l'ora di essere rigidi sulla disciplina.
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Re: Sklansky e le mani di partenza

Messaggioda wildshark » 3 aprile 2009, 11:40

Se oggi riesco ad andare in ufficio, ti passo la tabella in PDF, me l'ero fatta all'inizio, poi sono passato a cose più "avanzate".

Bye
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Re: Sklansky e le mani di partenza

Messaggioda percefal » 3 aprile 2009, 11:45

La tabella l'avevo messa, linkata dal mio sito, ma mi accorgo ora che non si vede (evidentemente Altervista applica ancora i filtri in uscita).
L'ho caricata su imageshack ed ho aggiornato il primo post.
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Re: Sklansky e le mani di partenza

Messaggioda lordkhain » 3 aprile 2009, 12:49

La cosa bella di queste tabelle è che quando le hai imparate non ti servono più. La selezione delle mani da giocare non può essere ridotta a posizione+carte altrimenti si perde un sacco di edge... tieni sempre a mente anche altri importanti fattori da valutare (stacks, azione, livello dei bui, distanza dai premi, range di mani degli avversari... ... ...) e ricorda che ognuno ha un peso diverso. Piuttosto usa lo schematico "carta-forbice-sasso" ("mano - posizione - stack") per valutare quanto i fattori influiscono nella scelta (es.: le carte battono lo stack ergo una mano forte la giochi a prescindere da quante chips hanno i tuoi avversari... ma le chips battono la posizione e se non hai una mano forte un giocatore con uno stack superiore potrebbe outplayarti). My 2 cents :mrgreen:
Lavoro o passione? Probabilmente un lavoro appassionante :coolguy:
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Re: Sklansky e le mani di partenza

Messaggioda wildshark » 3 aprile 2009, 12:54

Comunque, Sklansky, ne ha fatte diverse di tabelle, ognuna per un uso diverso (come è giusto)...
E' un buon inizio, ma fai attenzione, soprattutto alla strategia postflop.
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