Approccio ai tornei Sit & Go Heads Up

Tornei Sit And Go Heads UpDiventare dei giocatori vincenti nella disciplina dell’ Heads Up migliorerà la nostra competenza generale, la nostra abilità di lettura dei board e delle mani, ci farà giocare molti piatti e ci renderà dei giocatori più abili nello stile LAG.

Tornei Sit And Go Heads UpDiventare dei giocatori vincenti nella disciplina dell’ Heads Up migliorerà la nostra competenza generale, la nostra abilità di lettura dei board e delle mani, ci farà giocare molti piatti e ci renderà dei giocatori più abili nello stile LAG.

Se è vero che i grandi giocatori si riconoscono per come gestiscono le situazioni marginali è vero anche che, per eccellere nel gioco Heads Up, si deve diventare degli ottimi giocatori… ed è per questo motivo che raccolgo qui una serie di spunti e suggerimenti che vogliono essere utili in particolare al neaofita che si avvicina per le prime volte a questa disciplina.

L’esperienza è molto importante. E’ bene fare molta pratica, meglio se ad uno stake basso un po’ più basso di quanto ci permetterebbe il nostro Bank Roll. L’HU è un gioco dove si devono vincere molti piatti, si devono giocare molte mani, ci si trova spesso in situazioni difficili con mani marginali… non è il caso di non sentirsi a proprio agio per via del BR.

Ci si troverà a giocare la maggior parte delle mani; se si aspetta una mano forte si finirà molto probabilmente con uno stack ridotto a causa dei bui e non è assicurato che le nostre rare giocate vengano puntualmente pagate… rilanciare quasi ogni mano significa trovarsi spesso fuori posizione in piatti consistenti e con mani deboli… ed ecco perchè la posizione gioca un ruolo fondamentale. La conseguenza pratica è che non si devono necessariamente difendere tutti i BB, neanche se ci troviamo di fronte ad un avversario estremamente aggressivo. Evitiamo le mani spazzatura, specialmente fuori posizione, spesso anche se stiamo affrontando miniraise che non indicano particolare forza… al contrario, quando si ha la posizione, si possono giocare (rilanciando quasi l’intero range) praticamente tutte le mani escludendo solamente le offsuited più deboli. Per farsi un’idea di un possibile range: Ax, Kx, Qx, tutte le coppie, quasi tutte le suited, quasi tutti i connectors… sono tutte mani “legittimamente” rilanciabili. Una mano “media” nel gioco heads up è un semplice J high; quando rilanciamo con Q7 stiamo probabilmente rilanciando la mano migliore! Chiaro che se il nostro avversario chiama molto si dovranno adattare i nostri requisiti di apertura; se chiama molto poco allora si potrà rilanciare senza sosta… almeno fino a quando non ci sembrerà il momento di cambiare marcia. Giocare le mani in posizione ci da dei grandi vantaggi: avremo sempre delle informazioni in più, potremo attaccare le debolezze e massimizzare il valore dei nostri punti, seguire i draw per il giusto prezzo… Se siamo in dubbio sul giocare o meno una mano è meglio lasciare che sia la posizone a decidere per noi. Giocare tutte le mani da bottone, se sappiamo sfruttare il vantaggio della posizione, può essere una buona idea. Dallo Small Blind un raise “standard” dovrebbe aggirarsi tra le 2,5 e le 4 volte il BB (ottimale: 3x). Dal Big Blind è bene aumentare il size del raise, dalle 3,5 alle 5 volte (ottimale: 4x): avremo lo svantaggio di giocare fuori posizione e non ci dispiacerebbe poter vincere subito la mano o poterla vincere al flop con una C-bet sostanziosa. … i mini raise hanno poco senso a meno che non siano fatti per specifici motivi (es.: variare il gioco per deception; l’ avversario risponde sempre con un grosso re-raise quando voi ne proponete uno modesto preflop… e avete una mano molto forte). Raise più piccoli, infatti, offrirebbero odds troppo buone al nostro avversario che potrebbe legittimamente chiamare, per via delle odds, con quasi qualsiasi mano iniziale. Ovviamente molto dipende anche da chi state affrontando… se sapete che un raise di 8 BB verrà sempre chiamato non c’è motivo di non farlo con KK.

L’adattamento all’ opponent gioca un ruolo fondamentale per uscire vincitori dai sng HU. Di solito, a meno di non trovarsi contro un giocatore iper agressivo, i nostri avversari tenderanno a giocare un po’ troppo tight e noi dovremmo sfruttare queste tendenze a nostro vantaggio; per chi viene dai tavoli full ring non sarà facile, all’inizio, capire l’importanza di un gioco LAG. Contro un avversario che non difende ababstanza spesso il proprio BB, rilanciare ogni mano da SB è una giocata EV+ di per sè stessa. Cerchiamo quindi di stare molto attenti alle mosse del nostro avversario e di capire il più velocemente possibile quale sia la migliore strategia da adottare. Se, ad esempio, vediamo che un mini raise preflop + mini C-bet al flop funziona spessissimo… continiamo a farlo anche se sembra una giocata da fishettone!!! Il gioco “standard” esiste solo in pochissimi casi… alla domanda “cosa avreste fatto voi se…?” dovrebbe seguire sempre una risposta che inizi con “dipenda da…”.

Altra abilità da migliorare il più possibile è quella di mettere il nostro avversario sui punti. Anche se stiamo giocando heads up, una Top Pair non è il nuts… stiamo attenti ai betting pattern, ai requisiti di rilancio, a come il nostro oppo gioca i draw e le made hands… e se ci sentiamo battuti al River non chiamiamo grosse puntate sotto l’insegna della curiosità! Non sopravvalutiamo le nostre mani ma valutiamole in relazione al nostro avversario. E’ certamente più difficile avere una lettura accurata su di un giocatore che tende a giocare una cosa come il 75% delle mani… ma se è vero che il poker è una guerra di informazioni “incomplete” noi vogliamo essere ben preparati! Contro avversari che giocano uno stile “monotono” (ad esempio un maniac o una calling station) basterà adattare il proprio gioco in maniera “standard”; se il nostro avversario è invece un giocatore completo saprà cambiare stile per adattarsi al nostro gioco e non darci punti di riferimento… e qui gioca un ruolo importante la nostra velocità nel riconoscere questi mutamenti e a contrattaccare cambiando a nostra volta l’approccio. Può essere molto utile prendere delle note, brevi e concise, sulle tendenze dei nostri avversari. Cose come “over bet spesso in bluff”, “call pot bet in draw”, preimposta il check/fold (rubiamo più spesso i bui), note sui betting pattern con le varie mani, il range di apertura pre flop, giocate particolati (es.: limp A9, raise trash, push diretti…)… sono tutte cose che ci torneranno molto utili anche se dovessimo incontrare in futuro lo stesso giocatore… ed è anche il motivo per cui, contro un avversario capace, dovremmo sapere variare il nostro gioco perdendo magari valore su qualche mano ma guadagnandone in deception. Sfruttiamo la possibilità dei vedere le carte muckate allo showdown: otterremo informazioni molto importanti sullo stile di gioco del nostro avversario. A tal fine può essere utile un software come poker tracker che mostra queste mani direttamente sul monitor senza doverle andare a cercare ogni volta nella “storia gioco”.

Cercare sempre di essere gli aggressori; un gioco aggressivo è candidato a dare ottimi risultati e l’equity di un giocatore aggressivo è sicuramente maggiore di quella di un player passivo. Ricordiamo sempre che la maggior parte delle volte nessuno dei due giocatori avrà trovato aiuto dal board e non è raro che il piatto vada a chi, per primo, cerchi di portarselo a casa con una puntata, specialmente se aveva già mostrato forza rilanciando preflop. Tendiamo a puntare sulla debolezza per mettere pressione ed aggiudicarci un maggior numero di piatti. Avere un’immagine aggressiva farà si che i nostro punti vengano pagati di più, potremmo mantenere costante la pressione sull’ avversario per metterlo davanti a scelte diffiili ed aumentare la probabilità che commetta degli errori; guadagneremo inoltre in fold equity.

Le mani salgono molto di valore nel gioco Head Up… in un tavolo 10 max, se rilanciamo con AK e veniamo chiamati da 3 giocatori, è molto improbabile che la nostra mano sia ancora la migliore al flop se non riceve aiuto dal board; nell’HU è invece molto probabile essere dei solidi favoriti anche se manchiamo completamente il flop. Un conto è trovarsi coantro le “3 migliori mani tra le 10 distribuite”, un altro è vedersela contro una sola mano. Anche la bottom pair potrebbe essere una solida favorita (il nostro oppo potrebbe avere meno di 6 out) e la top pair potrebbe essere una mano su cui giocarci l’intero stack. Mani più forti della TPTK possono essere spesso considerate “blindate” (ovviamente non su un board molto insidioso): l’obbiettivo sarà spesso quello di far finire nel pot il maggior numero possibile di chips. Giusto per fare un paragone con un tavolo da 10 giocatori (da prendere con le pinze!): Top Pair Top Kicker nell’ Heads Up = Set in un tavolo full. Una statistica interessante: la possibilità che entrambi i giocatori abbiano una poket pair in mano è di circa 1:300. E’ quindi molto probabile avere la mano migliore pre flop e, anche una mano “debole” come 44, può essere sufficiente per contro rilanciare pre flop e non limitarsi a “cercare il set” come magari potremmo fare in un tavolo con dieci giocatori. Se i bui sono alti, non ci sono mani più forti delle pocket pair per finire all-in pre flop. Similmente, la dominazione del kicker è un problema meno frequente nel gioco heads up di quanto lo sia nel full ring.

Per quanto riguarda le pot odds… Da SB abbiamo sempre odds di almeno 1:3 (senza considerare gli ante)… senza considerare, per ora, la possibilità che ad un nostro limp segua un rilancio, quali mani sono così sfavorite da farci foldare preflop? Molto poche… ma, ovviamente, non si può ragionare in soli termini di pot odds come non si può tralasciare del tutto la questione. Matematicamente, una mano come Q7o è favorita circa al 52% contro una mano casuale; persino una mano come J2 suited è al 45% contro una mano casuale… quando 72o è di poco al di sotto del 33%. E’ bene ricordarlo ma non diventare schiavi di queste osservazioni. Stando ad un esame delle sole pot odds sembrerebbe corretto giocare tutte le mani… ma noi non siamo contro una mano “casuale” nè contro un giocatore “casuale” e le nostre abilità di lettura ed adattamento ricoprono un ruolo di grande importanza. Vien da sè che, se siamo davanti ad un giocatore che punisce tutti i nostri limp, attacca ogni nostro check e raggiunge molti showdown non è assolutamente il caso di limpare spesso! Per quanto riguarda le pot odds per il gioco post flop, sarà molto difficile ricevere le giuste odds per chiamare in draw… piuttosto che chiamare contro le odds è preferibile giocare i draw in modo aggressivo (semi-bluff) o foldare se pensiamo di essere dietro e ciò non ci lascia con uno stack troppo piccolo considerata la fase del torneo, i bui e il nostro avversario (contro un oppo che sappiamo essere molto più forte di noi potrebbe avere senso finire all-in in draw anche senza fold equity… siamo sfavoriti ma non tanto quanto lo saremmo se continuassimo a giocare…).

Per risultare dei giocatori vincenti nei sng HU avremo bisogno di vincere più della metà dei tornei (dipende dal rake, ma direi almeno il 53%); molto dipende dal livello che stiamo affrontando ma avere una media di ITM superiore al 60% è già un buon risultato. La fortuna nell’ HU conta relativamente poco e, nel lungo periodo, è solo la maggiore abilità a dare i migliori risultati. La possibilità di fare table selection non va sottovalutata: sapere in anticipo che il nostro avversario ha un ROI pesantemente negativo renderà facile la decisione: easy call. A tale proposito consiglio l’utilizzo di sharkscope. Anche un software come poker tracker potrà tornarci utile, specialmente se siamo soliti multitablare. Più sono le informzioni in nostro possesso, più è probabile prendere le decisioni migliori durante la partita. Proprio perchè per risultare vincenti nell’HU si deve arrivare ITM più del 50% delle volte è bene evitare le varie situazioni di coin flip che si possono presentare, specialmente nel gioco pre flop, a meno di non essere contro un avversario molto forte (contro cui ci sentiamo sfavoriti… ma cerchiamo di non pensarla mai così o non miglioreremo mai!). Vogliamo vincere per la nostra maggiore abilità nel prendere le decisioni e non c’è generalmente motivo per privarci da soli di questa possibilità.

Cercate di leggere le mani commentate nei forum e postate quelle su cui avete dubbi; il confronto con i giocatori più esperti è una componente molto importante nel processo di crescita di un giocatore. Leggere, discutere e … giocare!!!

Occhio ai tilt! Il gioco heads up è molto loose e non è così raro perdere contro una mano che aveva solo 3 outs o contro chiamte discutibili… cercate di sfruttare gli eventuali tilt avversari ma rimanete il più possibile calmi: non c’è niente di meglio di un tilt per rovinare il proprio bank roll! Non diventiamo dei super gambler per recuperare in fretta il mal tolto ma manteniamo il sangue freddo e continuate con una strategia accorta. Perdere è normale, ogni tanto ce la saremo cercata e ogni tanto avremo avuto solo sfortuna… cerchiamo di non rientrare spesso nel primo caso!

Quando incontriamo un giocatore molto aggressivo possiamo adottare due strategie: limitare il numero di mani giocate ma giocare più aggressivamente; 3-bettare molto più spesso. Entrambe possono dare ottimi risultati. Se il nostro avversario rilancia spesso pre flop lo starà ovviamente facendo con mani deboli e difficilmente chiamerà un nostro 3-bet; se ha l’abitudine di rilanciare pre flop e C-bettare forte sia flop che turn significa che ci offre implied odds molto alte e, quello che sembra un call pre flop 1:2 sarà un call 1:6 se contiamo le implied odds del flop. Giocare sng heads up contro un maniac tirerà fuori il nostro lato gambler! Anche contro un giocatore estremamente loose e passive possiamo adottare due strategie, a seconda del suo atteggiamente post flop: se chiama molto spesso pre flop lo farà anche con mani molto deboli e potrebbe foldare più spesso al flop davanti ad una C-bet; se ama raggiungere gli showdown sarà meglio limpare più spesso e rilanciare solo le mani “favorite”, valuebettiamo spesso anche punti marginale, bluffiamo e semibluffiamo molto poco (passiamo semibluffare un combo-draw, siamo porbabilmente favoriti, ma evitiamo i semi bluff con pochi outs), rispettiamo molto i loro rari bet… Questi giocatori tendono a non adattare il loro gioco all’avversario: puniamo le loro tendenze nella maniere più facile senza preoccuparci di diventare prevedibili; cambiamo approccio solo quando quello adottato fino ad ora non funziona più.

Evitiamo di mostrare la mano all’avversario a meno di non avere un buon motivo per farlo. Se pensiamo che mostrare un bluff possa indurre l’avversario a giocare in modo sconsiderato facciamolo pure… ma tendiamo a non dare informazioni gratuite. Se bluffiamo spesso può essere una buona idea mostrare qualche punto forte… anche se penso che pochi si facciano condizionare da questi stratagemmi, a meno di non trovarsi contro avversari molto scarsi.

Nelle fasi iniziali di un torneo HU, partendo con uno stack di 1500 chips e con bui 10/20, disporremo di 75 BB e non avremo una particolare fretta; potremo giocare in maniera un po’ più solida, spendere qualche chips in informazioni, foldare un po’ più spesso nelle situazioni marginali… vincere o perdere un piatto molto piccolo in proporzione al nostro stack non sarà una tragedia. L’obbiettivo non è certo quello di finire all-in preflop con AT… non dico che non si possa vincere giocando in questo modo ma sarà dura essere vincenti nel lungo periodo se ci affidiamo troppo alla sorte. E’ generalmente bene iniziare con una strategia bilanciata e in qualche modo più conservativa. Cerchiamo un incremento graduale dello stack senza dilapidare un eventuale vantaggio in situazioni marginali.

Mentre in un normale torneo da 10 giocatori possiamo farci guidare dal fattore “M” (le dimensioni degli stack in relazione ai bui), nel gioco heads up è più utile considerare quanto grande è il nostro stack in relazione allo stack avversario. Nelle fasi inziali siamo, ovviamente, 1:1… ma durante il torneo non sarà raro assistere a mutamenti importanti dei due stack: il nostro gioco tenderà a cambiare quando ci troviamo con uno stack maggiore o minore del nostro opponent. Possiamo considerare i due stack uguali finchè la proporzione è compresa tra 1:1 e 2/3:1/3 e i bui sono ancora abbastanza bassi ma quando superiamo questo spartiacque sarà bene prendere qualche accorgimento “standard” sulla strategia da adottare.

1) stack 1 = stack 2
Finché i due stack sono uguali foldiamo la maggior parte delle trash hands senza pensarci due volte, specialmente fuori posizione; molti avversari deboli giocheranno troppo loose nelle fasi iniziali e non potremmo esserene più felici… niente di meglio che vedere un flop gratis ma, al contrario, non vogliamo che anche il nostro opponet goda di questo privilegio: se abbiamo una mano giocabile non facciamoci storie e rilanciamo da SB (da 2,5 a 4 volte il BB) iniziando a mettere pressione ed approfittando della posizione. Allo stesso modo, se l’avversario tende a limpare spesso e noi abbiamo una mano giocabile da BB allora rilanciamo praticamente sempre (da 3 a 5 volte il BB). In linea di massima, ma con qualche eccezione, pensiamo valido il detto “raise or fold”. Non proporremo raise enormi: manteniamo la pressione e variamo le dimensioni dei raise così da dare poche indicazioni sulla nostra mano. Se pensiamo di avere un certo margine nel gioco post flop entriamo anche in limp e cerchiamo di rubare qualche piatto in più.

Al flop ci troveremo spesso a fare una C-Bet (da 1/2 a 2/3 del pot) anche senza aver trovato aiuto dal board… il motivo è semplice: almeno 2/3 delle volte non avrà preso nulla neanche l’avversario e questi si troverà a chiamare in draw con odds negative o folderà (entrambe le cose sono EV+ per voi) mentre noi potremo foldare su di un eventuale reraise (se pensassimo di essere dietro) senza troppi problemi. La cosa importante è rimanere l’aggressore. Se l’avversario punta e noi abbiamo mancato completamente il flop foldiamo senza timori la maggior parte delle volte. Se proprio non siamo gli aggressori cerchiamo almeno di non essere spesso gli aggrediti ed evitiamo i call seza avere un buon motivo per farne. Se è possibile mettere l’avversario davanti ad una decisione difficile è bene farlo… ma cerchiamo di non trovarci noi stessi nella stessa situazione … nel dubbio è probabilmente meglio un fold. L’opzione del float call può essere una valida alternativa se abbiamo già notato che il nostro oppo tende a non puntare anche al Turn senza un mano legittima ed a foldare su una nostra puntata; meglio comunque se siamo in posizione. Nelle fasi iniziali può essere una buona idea spendere qualche chips in informazioni… se al river viene fatta una piccola puntata potremmo chiamare ben sapendo di essere battuti, solo per vedere le carte del nostro avversario e guadagnare informazioni preziose su come ha giocato la mano (draw passivo? giocatore tricky? made hand con piccole value bet?…). Con questa strategia di base ci dovremmo trovare più spesso nella zona 2/3 che in quella 1/3 ma NON esiste una strategia precisa: la cosa importante è adattarsi all’avversario e saper prendere decisioni su basi il più possibile concrete a seconda di quanto abbiamo appreso fino a quel momento.

2) stack 2/3+ vs stack 1/3-
Quando superiamo i 2/3 possiamo iniziare a ridurre i raise preflop: inizia ad essere più probabile un raise in all-in dell’ avversario. Non prendiamo troppo spesso il lead impegnandoci con mani deboli su piatti grossi. Quello che stiamo aspettando ora è un buon punto al flop o una premium preflop con cui poter accettare l’all-in avversario: i requisiti di all-in di uno short stak sono più bassi della media ed è probabile che l’avversario accetti coin flips a questo punto del gioco. Quello che vogliamo è essere un solidi favoriti (magari un bel 4:1) invece di trovarci con un 55%. Ora che abbiamo un bel mucchio di chips possiamo permetterci il lusso di lasciare qualche blinds in più… limpiamo un po’ più spesso, continuando a rilanciare le mani più forti: aspettiamo una premium preflop o un buon punto al flop prima di lanciarci in un all-in. Diventiamo aggressivi se l’avversario limpa spesso mostrando debolezza e rispondiamo con un pot-sized bet. Se l’avversario è particolarmente tricky è meglio saperlo subito e sfruttare l’informazione durante il torneo. Un pot-raise per noi significa una piccola percentuale dello stack mentre per lui sarà un duro colpo se dovesse perdere la mano. Quando viene mostrata debolezza aumentiamo il nostro stack sfruttando la posizione e piazziamo qualche bet intimidatoria. Un giocatore corto tende ad allargare moltissmo il suo range di push… e noi adatteremo il nostro range di conseguenza; se invece dovesse giocare ancora tight continuiamo a rilaniciare spesso da bottone. Cerchiamo di ridurre al minimo il numero di bluff e aspettiamo una mano con un buon valore di showdown per metterlo all-in preflop.

3) stack 1/3- vs stack 2/3+
Se ci troviamo in questa situazione è ora di darsi una mossa e cercare un double up. Non importa se siamo stati vittima di un bad beat o se l’avversario si è mostrato un degno giocatore: è ora del push! Se i bui sono ancora bassi prendiamocela pure più comoda ma se scendiamo sotto ad 1/4 non abbiamo molto da aspettare… Se veniamo chiamati e perdiamo non possiamo farci molto: non si devono vincere tutti i tornei per guadagnare nel lungo periodo. Se veniamo chiamati e vinciamo torneremo di nuovo in gara e più agguerriti di prima. Se non veniamo chiamati vinceremo i bui. Bhè, 2 su 3 favorevoli non mi sembra male, no? Aspettiamo una mano “decente” e giocchiamola aggressivamente. Proporre piccoli raise pre flop non serve a molto se siamo short: se ci dovessimo trovare davanti ad un re-raise e foldiamo il nostro stack subirà un duro colpo; se ci troviamo davanti ad un call mancheremo spesso il flop e potremmo dover foldare alle minacce. Un rilancio chiamato potrebbe comunque committarci al pot… tanto vale massimizzare la fold equity con il push diretto, specialmento con bui alti e stack eqiguo. Diamoci dentro e pronti all’ all-in.

E’ importante saper scegliere una poker room che ci piaccia e che proponga un’offerta discreta. Ecco alcuni elementi da valutare: buon traffico al nostro livello; supporto delle utilities (poker tracker, scarkscope…); buona grafica; rake back “decente”; livello di gioco non troppo elevato; supporto clienti e cash out “facili”… se giochiamo diverse ore al giorno non c’è nulla di peggio di una grafica che non ci piaccia… perchè rovinare la qualità della nostra stessa vita!?

Qualche linea guida… 

– giochiamo aggressivi
– il bottone è il nostro migliore amico
– facciamo tanta pratica
– variamo il nostro gioco a seconda del nostro oppo
– ricarichiamo dal bank roll e non dalla Master Card
– leggiamo i forum e commentiamo le mani
– costanza, pazienza, attenzione e disciplina
– niente distrazioni
– occhio ai tilt!
– sfruttiamo qualsiasi fonte di edge (sharkscope, poker tracker…)
– scegliamo la poker room con attenzione
– mettiamoci sempre in discussione
– … vinciamo!!!

 By lordkhain

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