Differenze tra squalo e fish [PARTE UNO]

squalo-vs-fish-abilitaL’eterna lotta tra il fish e lo squalo: quali sono le abilità che differenziano l’uno e l’altra specie? Scopriamolo in questa interessante serie di articoli.

squalo-vs-fish-abilitaL’eterna lotta tra il fish e lo squalo: quali sono le abilità che differenziano l’uno e l’altra specie? Scopriamolo in questa interessante serie di articoli.

Come sappiamo, l’acronomico di squalo sta per professionista, mentre fish è attribuito al giocatore amatoriale. Tra queste due categorie, emerge un gap sostanzialmente incolmabile, ma non come in tantissimi altri sport. Prendiamo ad esempio una classica partita di calcio: se vengono disputate 1000 partite tra una squadra di Serie A e una di terza categoria, la squadra di Serie A molto probabilmente vincerà tutte le partite senza troppi sbattimenti.

Nel poker invece, tale differenza non è poi così marcata. Infatti, in questo caso entrano in gioco diverse variabili, più o meno complesse, che ottengono maggior risalto grazie al ragionamento e la lucidità dietro ad ogni mossa. Quello che i fish non fanno è quello che elencheremo di seguito.

1. Attenzione a qualsiasi dettaglio, anche il più insignificante.

Una delle prime qualità che differenziano uno squalo da un fish, è la scarsa attenzione che quest’ultimo pone alle mosse degli avversari. O meglio, all’inizio anch’egli si concentra il più possibile sulle diverse situazioni in gioco, ma con il passare del tempo la situazione si capovolgerà in negativo, soprattutto quando le cose non girano per il verso giusto. A quel punto, l’amatore inizierà a concentrarsi troppo su se stesso e le proprie carte, giocando senza cognizione di causa: un progetto vale l’altro, e una comune Top Pair è vista come punto “nuts”. In ultimo, quando non partecipa alla mano, egli sottrae lo studio del tavolo allo svago attraverso internet, Tv, Chat etc….

Il giocatore esperto invece, tiene sott’occhio anche tutte quelle situazioni in cui non è coinvolto in prima persona, accumulando tutte le informazioni necessarie. Un po come una spugna, che assorbe l’acqua e la trattiene fin quando ne ha bisogno. Tutto cioò che accade al tavolo, anche l’elemento più insignificante, per il professionista è un punto da non sottovalutare.

Per diventare come loro, occorre studio e dedizione al gioco, non sottovalutando l’analisi del tavolo anche quando non si è coinvolti, oltre a manifestare una certa predisposizione all’aggressività quando l’avversario mostra dubbi e insicurezze.

2. Saper variare costantemente il proprio gioco

Molti dicono: gioco solo poche mani, esclusivamente le monster hand, in modo da vincere più piatti possibili. Molto bene, anche se questa affermazione è ormai superata nel Texas Holdem moderno. Oggi, gli elementi che prevalgono sono essenzialmente 2: l’aggressività e l’imprevedibilità. Giocare sempre le stesse mani ci porterà alla lunga ad essere facilmente prevedibili, soprattutto agli occhi del giocatore professionista: una volta può andarci bene, la seconda a gonfie vele, ma dalla terza in poi il nostro stile di gioco non avrà più ragione d’esistere.

Soprattutto ad alti livelli, è bene variare spesso il propri stile di gioco, creando una sorta di velo intorno a noi tale da mascherare il nostro reale punteggio. Il professionista applica proprio questo concetto, adattandosi all’avversario e variando il proprio stile in base alle circostanze e necessità.

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