Il “downswing” nel poker [ULTIMA PARTE]

downswing-pokerRiprendendo quanto detto nel precedente articolo, concludiamo le riflessioni per quanto riguarda il downswing nel poker.

downswing-pokerRiprendendo quanto detto nel precedente articolo, concludiamo le riflessioni per quanto riguarda il downswing nel poker.

In linea generale, la gestione del proprio bankroll dipende dal tipo di gioco che si vuole affrontare. Cash game, sit&go e Mtt: ogni variante ha le sue regole, e come tali devono essere rispettate scrupolosamente per tentare una strada profittevole nel mondo del poker. Il consiglio, ormai abusato, rimane comunque sempre lo stesso: giocate, per ogni livello, almeno con 100bb, in modo da avere un margine relativamente sufficente per salvaguardare il proprio bankroll e, cosa da non sottovalutare, il proprio stato emotivo al tavolo.

Se poi, nonostante tutto, arriva un periodo decisamente ancor più negativo del previsto, l’allarmismo è l’ultima cosa da evitare. In questi casi, infatti, occorrerà semplicemente scendere di limite, in modo da riguadagnare un margine sufficente per giocare concentrati e in tranquillità, aspettando momenti più propizi per tentare nuovamente di riaffacciarsi ai limiti più alti.

Il downswing: una questione di testa

Oltre che una semplice questione probabilistica e di numeri, il downswing spinge al limite anche la componente psicologica di ognuno di noi, evidenziando principalmente i suoi effetti nel tilt e nell’impeto di un ego incotrollabile.

Nel primo caso, il proprio gioco tende a diventare decisamente emotivo, lasciando che ogni nostra giocata diventi un’ulteriore motivo per aggravere ancor più la nostra situazione. Ogni decisione, infatti, non segue più un filo logico e razionale, con la conseguente perdita di lucidità che, in un modo o nell’altro, si conclude con la perdita di tutto il bankroll. Ognuno di noi, comunque, ha una cosidetta “soglia di sopportazione”, diversa a seconda dei casi. Evitiamo dunque di continuare a giocare quando siamo in tilt, riprendendo solo quando siamo effettivamente in condizione. Ciò potrebbe durare anche più di un giorno….

Se il tilt rappresenta una forma psicologica comune, da cui è piuttosto semplice metterci un riparo, la stessa cosa non si può dire per quanto riguarda l’ego di un giocatore. Infatti, qualcuno potrebbe anche non accorgersi di essere in tilt, non arrivando a capire che, magari, qualcosa non va nel suo modo di giocare. Per lui, tutto potrebbe essere imputabile alla semplice sfortuna, e che già nella mano successiva potrebbe riprendersi tutto quello appena perso…

Il poker, più che una battaglia contro gli avversari, è una lotta contro se stessi. Capire i propri limiti, non sentirsi mai arrivati: se tutti riuscissero in questo, ad oggi si conterebbero davvero milioni e milioni di professionisti in tutto il mondo!

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