Strategie di gioco: la mini-bet [ULTIMA PARTE]

La strategia della mini betNell’articolo precedente, abbiamo visto alcune applicazioni della mini-bet in diversi contesti di gioco. In quest’ultima parte, analizziamo altri fattori che spesso sono celati dietro un rilancio, in questo caso di piccola entità.

La strategia della mini betNell’articolo precedente, abbiamo visto alcune applicazioni della mini-bet in diversi contesti di gioco. In quest’ultima parte, analizziamo altri fattori che spesso sono celati dietro un rilancio, in questo caso di piccola entità.

Come abbiamo visto, la mini-bet è una strategia che ben si adatta ad ogni tipo di giocatore, anche se spesso non difficile da analizzare in maniera coerente con lo stile di gioco dell’avversario. Una “monster hand” (si punta poco per mostrare debolezza, in modo che l’avversario possa essere propenso ad un raise), un possibile draw (l’avversario tende a nascondere la sua mano rilanciando in maniera contenuta, per tenere basso il piatto e spingere una volta chiuso il suo eventuale progetto): tutti elementi che spingono ad analizzare una mini-bet verso queste due ipotesi. Ma siamo proprio sicuri che questi elementi siano gli unici da prendere in considerazione dopo una mini-bet?

MINI BET PER RUBARE PIATTI NELLE FASI AVANZATE DI UN TORNEO

Nelle fasi avanzate di un torneo, specialmente in un contesto dove il piatto è conteso da 3 o più giocatori, la mini-bet è un buon compromesso tra rischio e guadagno, in quanto ci permette di far leva sulle particolari condizioni dei giocatori al tavolo. Infatti, molti avranno il timore di sbilanciarsi troppo vista la delicata fase del torneo, dunque l’occasione per rubare qualche piatto è molto ghiotta.

Anche in questo caso dunque, è bene avere le idee chiare: se il vostro avversario ha effettuato una mini-bet al flop e noi abbiamo legato un buon punteggio, allora il consiglio è quello di andare all-in. Il call è una mossa sconsigliata, il perchè viene spiegato nella prima parte dell’articolo.

Inoltre, per avere un’idea più chiara di quello che il nostro avversario può avere in quel momento, possiamo far riferimento alla velocità con cui effettua la sua mini-bet: è vero che spesso la velocità d’azione non rappresenta un valido motivo per basare le proprie teorie, ma è anche vero che eventuali distrazioni da parte dell’avversario sono da scartare, in quanto i premi in palio sono talmente interessanti che una piccola distrazione dal monitor può costare cara.

In conclusione, la mini-bet è una tecnica di gioco utile sotto certi aspetti, anche se spesso il suo utilizzo può essere rapportaro alle varie ipotesi analizzate in questa serie di articoli. La logica dietro la sua applicazione è ormai cosa nota: sta a noi adesso adattare il nostro gioco per trovare una contromossa efficace.

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