La tecnica Rope-a-Dope

Dan Harrington e la tecnica Rope-a-DopeNel poker, sentiamo spesso parlare di strategie che, con il passare del tempo, hanno subito notevoli mutamenti per adattarsi allo stile delle nuove generazioni. A suo tempo, Dan Harrington ci parlava della tecnica Rope-a-Dope: di cosa si tratta?

Dan Harrington e la tecnica Rope-a-DopeNel poker, sentiamo spesso parlare di strategie che, con il passare del tempo, hanno subito notevoli mutamenti per adattarsi allo stile delle nuove generazioni. A suo tempo, Dan Harrington ci parlava della tecnica Rope-a-Dope: di cosa si tratta?

Rope-a-Dope è una tecnica che deriva dal pugilato, esattamente in un incontro tra Muhammad AliGeorge Foreman, i pesi massimi che per anni hanno riscritto la storia del pugilato.

Ali, famoso per la sua estrema mobilità al centro del ring, si rese conto che Foreman era troppo forte da abbattere con la solita tecnica: preso atto di questo, i suoi atteggiamenti nei confronti dell’avversario mutarono nel giro di pochi round, tempo sufficente per mettere in pratica una nuova strategia. Nessuna mossa particolare, nessuno movimento allusivo: Alì sfruttò la foga dell’avversario per sfiancarlo, aggiudicandosi il match al raggiungimento dell’ottavo round per KO.

LA TECNICA ROPE-A-DOPELa Rope-a-Dope nella boxe

Dopo questa breve storia di pugilato, la tecnica Rope-a-Dope può essere facilmente applicabile al poker, come lo stesso Dan Harrington ci ha insegnato: lasciare l’iniziativa al proprio avversario quando abbiamo una mano particolarmente forte e lui ci crede invece in bianco.

L’esempio più classico è rappresentato dal set, punteggio difficile da prevedere: lasciamo che l’avversario si trascini da solo in una strada senza uscita, pagando a suon di chips il suo stile avventato.

I PERICOLI DIETRO AL ROPE-A-DOPE

Ovviamente, ogni strategia di gioco, se non studiata con dovizia nei particolari, porterà ad una rovinosa caduta. E’ il caso di fare sempre call e lasciare che l’avversario si suicidi da solo? In questi casi perderemo, oltre al controllo del piatto (sarà l’avversario a decidere l’ammontare delle puntate), anche l’occasione per chiudere la mano, lasciando la possibilità di guardarsi un’altra community cards in maniera totalmente gratuita o quasi.

Infatti, se nell’ipotesi del set dovessimo trovarci davanti un board pericoloso (progetti di colore o scala), lasciare l’iniziativa al nostro avversario potrebbe essere controproducente e, in molti casi, rischieremo di perdere la mano.

AFFIDARE LE REDINI DEL GIOCO AL PROPRIO AVVERSARIO

Il Rope-a-Dope è una tecnica che si basa prevalentemente sullo stile di gioco del nostro avversario: per questo, un piccolo errore di valutazione può costarci parecchio. Tra i tanti avversari contro i quali applicare tale tecnica, spunta sicuramente il giocatore maniac, il quale ama puntare praticamente con qualsiasi cosa. Per tutti gli altri invece, occhio sempre alle varie situazioni al tavolo.

In conclusione, il Rope-a-Dope è una tecnica di gioco antica, forse superata, ma che rappresenta comunque una buona alternativa all’aggressività comune ai tavoli da gioco.

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