La posizione al tavolo di poker

Quando si gioca a Poker Texas Hold’Em, la posizione al tavolo è un concetto fondamentale per impostare una strategia di gioco vincente. E’ particolarmente importante quando si gioca a Pot-Limit o a No-Limit.

La posizione al tavolo da pokerQuando si gioca a Poker Texas Hold’Em, la posizione al tavolo è un concetto fondamentale per impostare una strategia di gioco vincente. E’ particolarmente importante quando si gioca a Pot-Limit o a No-Limit.

Essere in posizione significa essere l’ultimo o tra gli ultimi giocatori a parlare, in caso contrario si è fuori posizione. Quindi ci troviamo nella miglior posizione quando siamo dealer (mazziere) e in quella peggiore quando siamo di piccolo buio.

Il vantaggio di essere in posizione consiste nel fatto di avere la possibilità di vedere le mosse dei nostri avversari e di agire di consegienza. Possiamo esaminare il loro atteggiamento, interpretare ogni piccolo gesto che può esserci d’aiuto per leggere le loro carte.

Per capire come sfruttare al meglio le diverse situazioni che potrebbero venire a crearsi, facciamo un esempio pratico:

Siete di bottone (mazziere) e quindi ultimi a parlare con due avversari ancora in gioco. Al preflop nessuno rilancia e decidete di entrare nella mano in virtù della vostra posizione favorevole.

La vostra mano:

4c6c

Il flop:

Ac5s7d

I vostri avversari fanno check: ecco l’occasione giusta per far valere la vostra posizione. Pur non avendo una mano eccezzionale (4/5 di scala bilaterale), potreste aprofittare dell’atteggiamento passivo dei vostri avversari in due modi:

A: fare check per vedere gratis la quarta carta. Questa mossa è utile quando avete a che fare con avversari classificati come calling station, cioè che chiamano qualsiasi puntata o rilancio.

B: puntare dimostrando di essere gia forti. Se i vostri avversari chiamano e al turn non riuscite a migliorare la vostra mano, potete sempre checkare per vedere il river. Questa soluzione è adatta contro giocatori regolari, cioè che entrano solo con mani forti. Naturalmente dovete considerare che potrebbero dimostrare debolezza solo per farvi cadere in trappola.

Analizziamo ora la stessa mano ma in una posizione differente. Ora siete voi i primi a parlare.

Noterete subito la difficoltà nel prendere una decisione in quanto, non conoscendo le mosse degli avversari, sarete indecisi sul da farsi.
Scommettere sarebbe troppo rischioso in virtù dell’asso sul flop. Se l’avversario chiama la vostra puntata e al turn non migliorate la mano siete costretti a fare check dando un inequivocabile segnale di debolezza che l’avversario potrebbe subito fiutare per rilanciare.
L’unica soluzione è quella di fare check dal principio e sperare che i vostri avversari non puntino.

In conclusione, essere in posizione nel texas hold’em vuol dire avere un enorme vantaggio sull’avversario oltre a darvi la possibilità di attuare diverse soluzioni strategiche.

Fuori posizione è consigliabile giocare solo mani forti che non hanno bisogno di un grosso aiuto dal board. In ultima posizione invece potete concedervi il lusso di essere piu flessibili sulla scelta della mano. Questo non significa che dovete entrare con qualsiasi coppia di di carte ma solo quelle che vi danno qualche possibilità di chiudere un buon punto: colore, scale o tris di carte basse.

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